Il nuovo numero di Professione Docente di marzo 2026
POVERA RAGIONE...
di Renza Bertuzzi
03 Marzo 2026
PROFESSIONE DOCENTE
Da molto tempo la parola è un efficace mezzo di manipolazione del pensiero al servizio del potere. Oggi lo è ancora di più: i mezzi di comunicazione di massa, le varie piattaforme web e i social media interagiscono, si confrontano e si contraddicono, rendendo le “verità” — ammesso che esistano — sempre più difficili da identificare. Essere cittadini implica conoscere i meccanismi dell'informazione, individuare chi manipola i fatti e cercare di ascoltare voci diverse da quelle “ufficiali”.
Anche nel mondo della scuola la manipolazione dilaga; negli ultimi anni è aumentata senza ritegno. Durante il governo Prodi si dichiarò di voler “investire sugli insegnanti” ma, omettendo la preposizione, si finì letteralmente per investire la categoria. Ne sono seguiti stipendi sempre più inadeguati e una mole insostenibile di impegni burocratici. A ciò si aggiungano le tornate contrattuali bloccate, che rendono i docenti ancora creditori di un contratto "saltato".
Si è giunti così a una razionalizzazione selvaggia: eliminazione di scuole, riduzione degli organici e sostituzioni interne. Anche quest'anno la Finanziaria ha proseguito su questa linea, preceduta da un intervento del Governo che ha soppresso istituti nelle Regioni “nemiche”.
Professione Docente si occupa di questi temi, partendo dai risultati del Congresso Nazionale della FGU, con l’elezione di Vito Carlo Castellana a Coordinatore nazionale e il rinnovo degli organi statutari (Veronica De Michelis, pag. 24).
Entrando nel merito della vita scolastica, affrontiamo il tema della sicurezza. Sulla proposta del Ministro Valditara di introdurre i metal detector nelle scuole risponde Vito Carlo Castellana nell'articolo La scuola non è un carcere (pag. 3). Sulle misure di razionalizzazione e sul dimensionamento scolastico riflette Gianfranco Meloni (Tutto quello che (non) avreste voluto sapere, pag. 6), mentre Gianluigi Dotti esamina le nuove norme sulle sostituzioni interne (pag. 9). Spazio anche all'importanza della musica con l'intervista di Veronica De Michelis a Domenico Ciociano (pag. 4) e un’analisi sulla personalizzazione didattica in classi numerose a cura di Giuseppe Candido (pag. 8).
L'analisi si allarga poi al contesto esterno e alla natura “mercantile” dei titoli necessari per l'insegnamento. Ne scrive Antonio Massariolo in Pagare per insegnare (pag. 5), riprendendo l'allarme lanciato da Vito Carlo Castellana a Report: “Iniziamo a selezionare per reddito, non per merito”.
Proseguiamo con il fallimento delle RSU, specchio del condizionamento neoliberista (Gianluigi Dotti, pag. 11) e con il docufilm D'Istruzione pubblica, che indaga le radici della crisi scolastica (Gianluigi Dotti, pag. 14). Ospitiamo inoltre la voce dissonante di Mario Morini sul middle management (pag. 10).
Un pensiero riconoscente va a Lucio Russo, eminente studioso recentemente scomparso, che come Giorgio Israel si è speso contro la distruzione della scuola pubblica (Giovanni Carosotti, pag. 14). Per la rubrica Spiragli, Roberto Casati ci invita a un esame di coscienza sull’Intelligenza Artificiale (pag. 17), mentre Massimo Mirra esplora il legame tra cinema e filosofia (pag. 16).
Uno sguardo alla storia: ricordiamo Piero Gobetti e la moglie Ada nel centenario della morte di lui (Piero Morpurgo, pag. 18). Per l'estero, analizziamo il sistema d'istruzione in Marocco (Marco Morini, pag. 20) e il caso danese descritto da Fabrizio Tonello (pag. 21). Infine, per i viaggi culturali, Massimo Quintiliani celebra L’Aquila come Capitale Italiana della Cultura 2026.
In chiusura, Francesco Pallante illustra la materia costituzionale sull'ordinamento giurisdizionale in vista del Referendum del 22-23 marzo. Una guida essenziale per un voto consapevole, basata sul corretto sapere tecnico.